lunedì 7 aprile 2014

Ora gli Italiani hanno il diritto di curarsi in Unione Europea.

Con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo 4 marzo 2014 che recepisce la Direttiva 2001/24/Ue, è scattata la Schenghen sanitaria, il diritto cioè di curarsi in un Paese dell'Unione e quindi la mobilità in entrata e in uscita alla ricerca dei migliori ospedali.
E' bene precisare però che i paletti in uscita proposti dalla direttiva sono stati recepiti integralmente dal Governo Renzi, pertanto si potrà accedere soltanto alle cure che rientrano nei nostri Livelli di assistenza (LEA), le spese dovranno essere anticipate e si avrà diritto ad un rimborso in linea con i tariffari regionali, sempre che, nel frattempo, un decreto ministeriale, concertato con le Regioni per motivi di Bilancio, non sospenda il diritto su un singolo territorio.
Si tenga poi conto che le singole Regioni più virtuose potranno decidere di coprire con risorse proprie eventuali Lea aggiuntivi. E' evidente che la residenza del paziente condiziona così il suo diritto alla circolazione in ambito sanitario.
L'autorizzazione preventiva dell'ASL rappresenta un ulteriore paletto alla mobilità sanitaria, sarà infatti necessario ottenere un via libera per le prestazioni che richiedano il ricovero per almeno una notte, l'utilizzo di infrastrutture sanitarie altamente specializzate e costose o che siano comunque rischiose per il paziente.
Sono comunque esclusi dall'ambito della Direttiva i servizi di cure a lungo termine, i trapianti, le vaccinazioni e le prestazioni di carattere non pubblico.
Per ulteriori informazioni è stato attivato il sito: www.salute.gov.it/cureUE